La frazione di Massa di Faicchio ha una storia di rispetto, di cui fanno fede reperti archeologici dell’epoca sannitica e romana e documenti e monumenti dell’epoca cristiana.
Sorgono qua e là ancora oggi ville e casali, masserie e monumenti, che ricordano una storia, forse oggi un po’ dimenticata, ma pur valida.
"Villa Don Orazio”, adagiata solitaria ai piedi dello splendore verde di Mont’Acero, si erge sulla strada verso la frazione di Massa al punto dove si fermò la statua del Redentore nel suo angusto e drammatico viaggio verso il suddetto monte.
La prima data certa dell’esistenza della villa, con torretta osservatoria e difensiva l’abbiamo incisa sulla pietra che fa da ornamento al parapetto del profondo pozzo scavato davanti all’antica costruzione: “ A. D. 1471”.
Prima del 1471, i feudi dei casali di Massa Superiore e Massa Inferiore appartenevano alla nobile e potente famiglia dei Sanframondi, che dal 1151 al 1483 dominarono sulla nostra valle. Si deduce che questa villa signorile fu fatta costruire da essi per mettervi un loro fedele vassallo.
La villa ha la facciata esposta ad Est rivolta verso Cerreto e Guardia Sanframondi con la loro montagna ed i terreni dell’ubertosa Valle del Titerno, mentre a Sud guarda il monte Taburno con gli argentati uliveti della zona Sciardi e del Monticello. A Ovest si erge il Monte Acero con il bosco che forniva legna per il freddo del lungo inverno, con un fossato profondo che la difendeva da quel lato. A nord si snoda Monte Monaco con il Convento di San Pasquale e il meraviglioso senario di Mont’Erbano.
Sull’attuale portale di ingresso all’abitazione in pietra viva con l’arco a tutto sesto si legge “A.D. 1817”, sulla destra, incorporata al fabbricato si erge la torretta difensiva, tutta in pietra viva con le “saettere”.
Oltrepassato il portone di ingresso, ci si immette in un grazioso piccolo cortile con un basolato in pietra ben conservato. Sulla destra si apre una porta interna che immetteva alle cantine molto spaziose che occupavano tutta l’ala destra del fabbricato con caratteristiche volte “ a botte” in pietra; si ammirano ancora i “pustrali” per l’appoggio delle botti per il vino.
Sulla destra del cortiletto, dopo l’ingresso delle cantine, inizia la grande scalinata in gradini di pietra viva che porta ai piani superiori e che immette su un pianerottolo alla cui destra si accede alle camere da letto, mentre a sinistra si raggiunge il grande salone a volta a “lampia a vela” al cui centro c’era un affresco, purtroppo oggi scomparso, la sala da pranzo, i servizi e la cucina con un mastodontico camino oggi modificato.
Dalla cucina una porta immetteva, con ponte levatoio, nel giardino rialzato che confina con il grande bosco del Monte Acero.
Alla Villa si accedeva attraverso un cancello, oggi non più esistente che immetteva in un viale della lunghezza di circa cento metri.
Sorpassato il cancello di ingresso si allargava una grande aia in mattoni con coronamento di basoli di pietra, e la casetta dei servi che fungevano da guardiani e portieri.
Questo piccolo “maniero” ospitò la nobile famiglia Cerri che fu proprietaria e soggiornò in esso per circa 150 anni, dal 1710 al 1860.
Fino al 1834 Massa con la “Villa don Orazio” restò aggregata a San Lorenzello, ma con Regio decreto di quell’ anno fu annessa a Faicchio.